Coperta

Ti immagino sul divano, davanti alla tv.

Tuta, coperta ed un pessimo programma su rai uno.

Tu sonnecchi. Ed io in silenzio ti osservo.

Che cosa mi ha rapito di te.

Forse i tuoi sogni.

I tuoi occhi smeraldo. I tuoi silenzi duri. La tua onestà tagliente. La tua volontà sfuggente.

O forse il tuo cuore talmente nudo da aver voglia di coprire con il mio.

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Iris Viola

Ci sporcheremo le mani di fango,

per pulire i cuori,

mentre con lacrime e carezze

impasteremo la terra che accoglierà

i nostri fiori.

E pregherò ogni giorno

che il Sole riscaldi

i boccioli,

affinché un giorno la loro fragranza

copra la terra tutta intera.

Lune

se fossi più pazza sarei più saggia,

se fossi più libera starei più ferma,

se fossi più egoista amerei di più,

se fossi più di ampie vedute non avrei occhi per nessuno,

se fossi una rivoluzionaria rispetterei la Tradizione,

e invece sono solo Monica e oscillo tra due lune, quando la notte è buia.

Concentrazione

Foglie, farfalle, o bolle di sapone,

Mi offrono tutte la stessa impressione.

Ed io resto qui ferma a guardare

Come ogni sogno può presto sfumare.

Ma l’oro nascosto mi dice che

Questo è quanto di meglio ora c’è.

Aceto (di Mele)

Sardegna con Alessia e Cecilia.

In piena euforia decidiamo di farci una passeggiata a cavallo sulla spiaggia.

Scarpe da ginnastica, jeans e canotta andiamo al maneggio a prenotare i cavalli per il tramonto. Due ragazzi si offrono di accompagnarci, affermando che gli animali sono stati fermi per un po’ e che quindi sono nervosi.

Bibite e chiacchiere arrivano le 7, ci chiedono se sappiamo montare, ed io, dall’alto della mia piccola esperienza alle Monacelle di San Giorgio, dico di sì. Mi danno così Furia (sic) il più alto e nero stallone che abbia mai visto, selliamo i cavalli e partiamo.

La passeggiata è lunga e in mezzo alla natura selvaggia, e dovrebbe concludersi con qualcosa tipo un bel galoppo a ripa di mare, previo attraversamento di una stradina, solitamente, vuota.

Un motorino strombazzante mi taglia la strada, Furia ha uno scarto ed inizia a correre imbizzarrito. Non so come, non so quando, non so perché, lo fermo, tirando il morso e stringendo le gambe ad un punto tale che non aveva più mezzo margine d’azione.

I ragazzi arrivano e mi chiedono come sia stata capace di controllarlo.

Io penso solo che se a vent’anni avessi sognato di meno adesso sarei come Aceto.

E invece ogni tanto ho solo un po’ di gastrite.

Zingari

C’è una barca che scorre sul fiume,

ruba lacrime, umori e sudore

e li lava nell’acqua del mare.

C’è una capanna abitata da cuori nudi e indifesi,

come quelli dei bambini,

e le api che li nutrono di miele.

C’è quel verde che salva gli occhi, e rinfresca la gola,

il canto degli uccelli e il silenzio del mondo.

Ci sono risposte e riparo,

stupore e misericordia,

grandi spazi ed essenza.

C’è una mano che accoglie,

immobile, ascolta, i tuoni lontani,

e la pioggia del tempo, vicina e serena.

C’è il senso di tutte le cose,

passate e future,

e il presente, scritto su un libro a lettere d’oro.

C’è la Vita e il Suo specchio,

il Tutto ed il Niente,

ma un seme del Giardino,

altrove è già fiore.