Run

appartengo ai miei figli,

alla foglia che cade e al sole che sorge

all’odore stucchevole dei mezzi pubblici

e a quello acre degli umori,

alla corteccia ruvida ed alla sabbia morbida,

all’acqua gelata di prima mattina,

quando mi tuffo in mare a inizio stagione, e quando l’abluzione è ancora stellata.

alla strada sconnessa,

e a quella battuta.

ai capelli sui maglioni e all’aria rarefatta,

alle valigie dimenticate sui treni

e alle pietre immobili da mille anni,

al miele che cola e al polline che vola,

alla gazza ladra e bandita

e al pesce rosso,

a questa bava di vento,

ad ogni intervallo e a risposta inevasa,

ai viaggi che saranno e a quelli che sogno,

alle liste di libri mai letti, alle case popolari, vista mare e lato caserma,

alle buste della spesa fatta con amore o per dimenticanza,

e a quel filo che tutto unisce,

e porta un po’ il mio nome.

2 pensieri su “Run

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